Parte Cibus 2018: parola d’ordine innovare

Parte a Parma la nuova edizione del salone, dedicato quest’anno al futuro a 360° del comparto agroalimentare. Tra gusto e attenzione alla salute.

Quattro giorni, tremila espositori, oltre un migliaio di alimenti altamente innovativi presentati per la prima volta a Parmafiere. In estrema sintesi ecco l’edizione 2018 di Cibus, il grande evento dedicato all’agroalimentare a tutto tondo, che animerà la città del Teatro Regio dal 7 al 10 maggio con un programma ricco di eventi, seminari, tavole rotonde, cooking show.

Un programma tenuto insieme dal filo rosso dell’innovazione, che è il tema principale di questa edizione. A partire dalla struttura, che si allarga per contenere i nuovi espositori e conta, quest’anno, uno spazio ad hoc per i cibi del futuro. Non solo produzioni futuristiche, ma realisticamente ciò che le nostre tavole si troveranno ad accogliere nei prossimi anni e che in parte fanno già oggi. Per parlare del cibo di domani, la 19° edizione di Cibus vede l’inaugurazione di un nuovo padiglione (il n° 4,1) che ospiterà “Cibus Innovation Corner”, la casa dei talk e dei dibattiti sui trend del mondo agroalimentare a tutto tondo. Cibo, ovviamente, ma anche momenti di confronto in merito alle dinamiche che oggi e domani muoveranno il mondo della distribuzione e del food&beverage. Occasioni per rendere la fiera non solo una finestra sullo stato dell’arte del settore agroalimentare, ma per provare ad essere attori del cambiamento, come sottolinea  Luigi Scordamaglia, Presidente di Federalimentare, sostenendo che la sfida più importante per il settore è “nel superamento delle conflittualità di filiera” e nel “rilancio del mercato unico europeo” con uno sguardo d’attenzione a Bruxelles che si impegni a salvaguardare le varie identità e a trovare “una nuova centralità in termini di politiche comuni in materia alimentare”.

Il carnet di appuntamenti, in questo senso, è fittissimo. Si parte con il World Food Research and Innovation Forum – organizzato da ASTER, la società consortile tra la Regione Emilia-Romagna, le Università, gli Enti pubblici nazionali di ricerca CNR, ENEA, INFN e il sistema regionale delle Camere di Commercio – che giunto alla sua seconda edizione guarderà con particolare attenzione alle sfide tecnologiche del comparto, soffermandosi in particolar modo sulle Biotecnologie e sulle possibilità che hanno di mettere in atto delle rivoluzioni. E si continua a ritmo serrato. Con “Il circolo virtuoso del food: la valorizzazione delle risorse di filiera in filiera”, un viaggio virtuale nelle aziende ad alto tasso di innovazione tecnologica, per arrivare a discutere sulla necessità di rendere centrali ogni singolo elemento del processo di produzione. Numerosi, soprattutto, i progetti che guardano oltre i confini della produzione classica e puntano a includere i giovani e gli attori esteri. Come Ecotrophelia, il concorso nazionale rivolto agli studenti delle facoltà universitarie e degli ITS che saranno capaci di studiare, ricercare e produrre un’innovazione tangibile, ovvero uno o più prodotti e Food.Waste.StandUp, uno dei numerosi incontri con l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico e i protagonisti del settore contro lo spreco alimentare. E ancora “Il food italiano sui mercati esteri: l’esperienza di True Italian Taste”, accanto a “Cibo 2038, come compreremo, come prepareremo, come mangeremo“, per cercare di buttare il cuore oltre l’ostacolo e capire realmente, sulla base delle tendenze contemporanee, dove andranno i consumi del futuro e quindi su cosa investire.

Al di là dei convegni sui grandi temi, nell’Innovation Corner ci sarà spazio anche e soprattutto per i protagonisti concreti. Il cibo innanzitutto, con una selezione di 100 prodotti tra i 1300 presenti in esposizione, ovvero i più innovativi. Un piccolo insieme che insegna molto: l’attenzione alla salute e la consapevolezza di quanto questa passi attraverso il cibo, dalla bresaola di scottona senza conservanti a basso contenuto di sodio, passando per l’aceto di mele non pastorizzato e non filtrato da bere al mattino – i preparati per attivare il metabolismo da bere all’alba sono una delle mode più forti nel settore healty -, una bevanda di farro biologicozuppe bio e tra i primi dadi vegan per produrre brodo istantaneo. La salute, ma anche la fretta. Quella che porta sempre di più l’attenzione ai cibi pronti, veloci e facili da preparare. Ma con attenzione al gusto. Quindi  via libera al brodo di vegetali essiccati da preparare in infusione, come una tisana, o al burger di sola verdura, senza conservanti, ma anche sensa soia, senza olio e senza grassi. Il tutto condito da piccole stranezze, come la sfera di aceto balsamico di Modena da grattuggiare.

E ovviamente gli chef, coloro che il cibo lo manipolano più di tutti, che oltre ad essere protagonisti dei cooking show, tutti rigorosamente a tema, sulla necessità di imparare a cucinare in linea con i futuri trend alimentari, saranno progatonisti di alcuni momenti di dibattito, in quanto sempre più in grado di dettare le nuove abitudini di consumo. Anche di questo si parlerà durante  “NEXT GENERATION CHEF Formazione e impresa: l’identità della Cucina Italiana nello scenario internazionale” organizzato da ALMA La Scuola Internazionale di Cucina Italiana.

Un cuore che guarda e ragiona sul futuro, ma anche un programma fitto di eventi tra i più disparati. Dall’area foodblogger a quella micromalto, passando le Food court regionali. Per il dettaglio degli appuntamenti: Cibus.

La fiera resterà aperta dalle 9.30 alle 18, per un pubblico di operatori professionali over16. Il giorno 10 maggio la manifestazione chiuderà regolarmente alle ore 18 ma biglietti omaggio e inviti saranno validi esclusivamente entro le ore 16. La biglietteria a pagamento chiuderà invece alle ore 13.

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