La storia del Design in Brianza

La produzione di arredi e, più in generale, il sistema legato al design in
tutte le sue forme (dalla progettazione fino alla realizzazione e
commercializzazione del prodotto) è una tradizione radicata da secoli nel territorio della Brianza

Geograficamente la Brianza è una zona della Lombardia situata tra le valli
del fiume Seveso e dell’Adda, che si estende dalla pianura monzese fino
alle Prealpi.
L’elemento che la caratterizza è un comun denominatore economicoindustriale-storico.

La produzione di arredi e, più in generale, il sistema legato al design in
tutte le sue forme (dalla progettazione fino alla realizzazione e
commercializzazione del prodotto), appare come il principale fattore
aggregante della popolazione e del territorio brianzolo, la cui tradizione
nella produzione mobiliera parla di un passato di primogenitura e di
leadership molto forte testimoniata da uno sviluppo che inizia già nel
secolo XIX.
L’economia era ancora prevalentemente agricola e, a causa delle
caratteristiche collinari del terreno nell’area del Comasco (Cantù),
risultava poco redditizia rendendo necessario sviluppare altre attività
che integrassero i redditi degli agricoltori.
Le caratteristiche paesaggistiche di pregio del territorio, congiuntamente
alla vicinanza con Milano, ne fecero un luogo di villeggiatura
privilegiato da parte della nobiltà e della borghesia milanese, che cominciò
ad esprimere una domanda di mobili di qualità per arredare le proprie
residenze, prima nell’area più prossima a Milano (Lissone) e in seguito
proseguendo verso il lago di Como (Cantù).
Si sviluppò così gradualmente una produzione mobiliera di tipo
artigianale, inizialmente affiancata e sostenuta da quella agricola.
Il mercato inizialmente fornito era quello locale che, richiedendo una
produzione “su misura”, non giustificava ancora una organizzazione di tipo
industriale.
In seguito, a partire dalla zona di Lissone, nacquero le prime iniziative di
carattere industriale che esportarono una buona parte della produzione in
tutta Italia e contribuirono significativamente a far conoscere il prodotto
brianzolo all’esterno del suo territorio.

La nuova concezione del mobile neoclassico – ispirato al Chippendale –
che, definendo strutturalmente ogni singolo pezzo, permetteva la
costruzione del mobile scomposto in parti, e poi assemblato per la
vendita, favorì la nascita di una varietà di specializzazioni, dagli
intagliatori ai tornitori, dai lucidatori ai laccatori, dai decoratori, ai
tappezzieri e ai produttori di macchine per la lavorazione del legno.
Già a partire dai primi anni del 1800 l’artigianato lissonese del mobile
iniziò ad avere le caratteristiche di un distretto produttivo riconoscibile.
Intorno al 1850 un processo simile di nascita e sviluppo del distretto del
mobile avvenne anche nell’area del Canturino dove mantenne però una
dimensione più artigianale.
Il mercato prevalente era costituito dalla borghesia del nord Italia anche
se non mancavano incursioni degli artigiani mobilieri brianzoli anche in
mercati lontani, e persino esteri.
Con il consolidarsi della professione nacquero specializzazioni di fase e la
filiera produttiva andò articolandosi ed arricchendosi, anche grazie al fatto
che geograficamente era immersa nell’area certamente più dinamica del
Paese, che procedeva speditamente nel nascente processo di
industrializzazione e che beneficiava dello spettacolare sviluppo della
meccanica.
La specifica tipologia di prodotto – il mobile su misura di qualità – ha
inoltre fortemente contribuito a coltivare e sviluppare creatività e
innovazione.
La ricerca del bello, dell’eleganza, del pezzo unico si è sempre
accompagnata con la ricerca della soluzione tecnica, attraverso la
consuetudine a lavorare con architetti o stilisti di fama internazionale,
privilegiando soprattutto il rapporto con i designers, la cui creatività ha
aperto la strada a un nuovo modo di concepire l’arredo, più vicino alle
esigenze delle persone, così come a una più alta ed etica qualità della vita.
Il Concorso Internazionale del Mobile e le Selettive a Cantù, le
Settimane Lissonesi, le Biennali dello Standard a Mariano Comense
sono stati eventi culturali quasi contemporanei del passato, che hanno
contribuito in modo straordinario al rinnovamento del mobile italiano e

promosso nel mondo la qualità di arredi, complementi, tecnologie che
hanno innovato e rivoluzionato la vita di tutti i giorni, introducendo nuove
forme, materiali, colori, funzioni ed emozioni. Hanno caratterizzato il
territorio durante gli anni del boom economico, garantendo lo sviluppo di
un sistema di rete che ha contraddistinto l’area lombarda come una delle
più fertili nel panorama internazionale del design. Sono stati espressioni
dell’evoluzione economica, sociale e industriale del Made in Italy e di un
territorio, il nostro, nel quale, da sempre, il concetto di alto artigianato e
innovazione appartiene all’operosità quotidiana di tutti gli imprenditori.
La voglia e la necessità di sperimentare ha costruito poco alla volta una
consuetudine ed una predisposizione verso un processo di continua
innovazione.
Ne è emerso un distretto che viene unanimemente considerato l’Università
italiana del mobile.

Fonte: Brianza Experience

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